mercoledì 18 aprile 2018

I dubbi della mamma socratica – La carica delle mamme estremiste


L'arrivo della pupattola è stata per me la più spiazzante esperienza di "nuota o annega". Un giorno e mezzo per apprendere i fondamentali su cosa fosse un neonato, come girarlo, cambiarlo e nutrirlo senza romperlo e poi un grande "speriamo in bene". Il tutto con una pediatra che risponde alla mia mail di panico (aiuto! Ho un neonato in casa e non so niente!) con un serafico "se la bambina mangia e piange poco va tutto bene, ci vediamo tra un mese".
Col senno si poi, ora che i social si sono accorti che ho una puppatola e mi propongono articoli e discussioni a tema, ora che sono entrata nel grande universo delle mamme, mi è andata di lusso!

La cosa più spaventosa, ho scoperto, non sono le colichette o i pianti notturni, è l'esercito delle mamme estremiste.
Non ero così ingenua da pensare che il mondo delle mamme fosse il paradiso della solidarietà femminile, ma pensavo che fosse popolato da donne più o meno insicure, più o meno interessate a confrontarsi.
Sbagliato.
La mamma, sopratutto quella che puoi frequentare quando sei in maternità, cioè la mamma virtuale, è una mamma che SA.
Lei SA e non vede l'ora di spandere il sapere nel mondo con una dedizione che i testimoni di Geova a confronto sono dei principianti.

Obbligo alla felicità
Una povera e, sopratutto, ingenua, neo mamma osa levare una voce lamentosa per le ore insonni? meglio che abbia già preparato un piano per l'espatrio per evitare il linciaggio.
La moda è vantarsi di tutte le cose che non si fanno più dicendo "non mi mancano per niente, ora che ho mio figlio". Elencare punto per punto ogni disagio solo per mostrare come lo si affronta col sorriso, traboccanti della gioia interiore data dalla maternità.
Che poi boh, io sono una mamma fortunata, ma non è che abbia rinunciato a grandi cose. Però ho capito che devo pensarci due volte prima di confidare a un'altra mamma che ho ancora una vita sociale. E che con gli amici non parlo solo di pupu e pappine.

Il latte materno sempre e comunque
Ora, lungi da me criticare le linee guida dell'OMS. Sono del tutto convinta che il latte materno sia l'alimento migliore per il neonato. E pur tuttavia questo è il punto che più mi ha inquietato.
Perché questa cosa dell'allattamento al seno senza se e senza ma è diventata una crociata. Ma una crociata di quelle "ammazzatele tutte quelle che non allattano che poi Dio riconoscerà le sue".
Mamme cadute in depressione per non avere latte.
Scarsissima memoria storica. "Una volta tutte le donne avevano il latte" (e come no, mai sentito parlare delle balie? Della capretta che ogni famiglia aveva per le emergenze)
Follie psicologiche. "Se non allatti è perché non lo vuoi davvero"
Ma sopratutto scarsissimo rispetto per l'altro.
Mi è personalmente capitato di essere guardata male perché acquistavo del latte in polvere. E una perfetta sconosciuta che non mi aveva mai visto prima, vedendomi tirar fuori il latte artificiale per la pupattola dopo l'acquaticità, che si permette di chiedermi come mai non allatto, che sarebbe tanto meglio. Ora, io mi sono trattenuta a stento dal riderle in faccia, ma un'altra magari sarebbe scoppiata a piangere.

Le fazioni dello svezzamento
La mia pediatra è lo zen fatta pediatra.
È ora di iniziare a svezzarla.
E cosa le do?
Ma un po' quello che le piace, tanto non c'è nessuno studio che dimostri davvero che un cibo vada dato prima e uno dopo. Adesso va di moda l'autosvezzamento, le giro un po' di articoli, so che ad alcune mamme mette ansia, quindi faccia un po' lei.
Quindi la mia sempre affamata pupattola ha iniziato a sbranare un po' di tutto, salvo poi scoprire di essere comunque un'infante e le verdure adesso le considera ora armi da lancio.
Questo non mi aveva preparato allo scontro frontale, che Montecchi e Capuleti a confronto sono niente, tra autosvezzamento e svezzamento tradizionale.
Per i primi il bimbo può mangiare di tutto, subito, sbranare panini e piatti di pasta al primo dentino. Si fa a gara a mostrare che il pargolo ha mangiato le cose più improbabili. Il mio la peperonata. Il mio il cibo indiano (giuro).
Dall'altra i paladini della tabella. Posso inserire la zucchina? Ma la zucchina quale? La mia pediatra mi permette solo quella cornuta biologica di Trapani, ma siccome vivo in Trentino faccio un po' fatica a trovarla. Ne ho presa una qualsiasi. Malissimo! Il pargolo ne avrà ripercussioni per tutta la vita!
A questo si aggiunge la follia del biologico costi quel che costi. Che, anche qui, intendiamoci, io acquisto biologico sempre, quando posso. Però trovarsi in un dialogo come quello che segue è un po' assurdo:
Le hai dato i lamponi?
Sì ne va matta
Ma con quello che hanno su i frutti di bosco? Lo sai che sono tra le cose più trattate? Li hai trovati biologici?
No, li ho colti nel mio giardino.
Ah, ma quindi non sono certificati.
Nel. Mio. Giardino.
Chissà cosa contengono! Io mi fido solo del marchio tal del tali controllato dal tal ente che...
Tra l'altro su quest'ansia da biologico c'è gente che lucra in modo indegno. Mi è arrivata la pubblicità (giuro) di un'azienda agricola che coltiva senza mezzi meccanici. Di nessun tipo. Neppure l'aratro. Neanche a trazione animale o umana.
Cari contadini dell'anno 1000 che avete introdotto l'aratro pesante, siete tutti morti invano.

Per il momento qui mi fermo.
Ma temo arriveranno altre puntate di questa follia...

16 commenti:

  1. Anche da non mamma questo post mi è piaciuto molto.

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  2. Come dice un proverbio degli indiani d'America: dammi la pazienza per sopportare gli altri anche quando vogliono farmi indossare per forza le loro scarpe.

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  3. Oddio! Non so se ridere o piangere. Quel SA scritto maiuscolo la dice tutta. Quante ne ho sentite e quanto mi sono disperata i primi tempi. E se così, e se cosà. Ho tappato le orecchie, ho seguito l'istinto e sono vivi, vegeti e spero tirati su bene i miei figli. Ma poi solo parlare di loro con le mamme è noioso. Un po' va bene, ma non siamo solo mamme, pure donne. Anche perché mentre confabulano le so tutto io da 0 a 18 anni, i bimbi giocano allegramente e non si strozzeranno con le dita sporche di terra. A volte si esagera pure su ciò che sa fare il proprio figlio. È divertente scoprire i geni in giro. In realtà è vero, sono fantastici come tutti i bambini, i genitori esagerano un po'.

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    1. Tutti piccoli geni! Qui c'è una vera e propria guerra tra nonne, secondo alcune le nipotine sono già pronte per il nobel. E anche i papà, devo dire, su questo punto sono parecchio competitivi.

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  4. Io sempre mamma “scrausa” sono stata! 😂
    Le accortezze giuste, per carità, quelle quando sei inesperta, sono sacrosante, ma io ho fatto come lo scrittore che prima conosce le regole e
    poi bellamente le ignora: altroché autosvezzamento, svezzamento e compagnia bella! 😄
    Su una cosa, però, sono stata abbastanza fissata: il latte materno. Ne avevo poco e me lo spremevo fino all’ultima goccia. Ci tenevo troppo, ma forse era solo un’ossessione premonitoria: finito il mio latte ho cominciato a vedere guai con le allergie alle proteine del latte artificiale e sognavo la notte di vivere ai tempi di balie, capre e asine tenute al balcone.
    Poi crescono... 😊

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    1. Sicuramente il latte materno è il meglio e bene hai fatto a cercare di sfruttarlo tutto.
      Da qui a questionare con una perfetta sconosciuta perché sta dando al suo pargolo quello artificiale il passo è (o dovrebbe essere) lungo. Devo dire che è stato un episodio che mi ha lasciato davvero basita...

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  5. Come ti capisco! Io ora sono nello step successivo: interagire con le mamme dell'asilo. Arrrrgh!
    Io sono molto free, nel senso: se la bimba torna a casa sporca di terra, sono contenta perché si è divertita. Se non ha mangiato a mensa, mangerà di più a cena. Ecc.
    Molte mamme invece hanno il terrore che il figlio si sporchi anche solo un dito. "Non correre sull'erba che è bagnata, e non raccogliere i fiori che ci fanno la pipì i cani" ecc. Il top è staa una nonna che ha rimproverato MIA figlia perché (con stivaletti di gomma e mantellina) saltava su una pozzanghera di fango. "Così ti bagni tutta e poi la mamma deve pulire". Ma se va bene a me, tu che problemi hai??
    Per non parlare dell'allarme se non hanno mangiato primo secondo e contorno a pranzo. Scatta subito l'emergenza "panino allo speck, focaccina e patatine" con cui ingozzare il piccolo a merenda, sai mai che si sciupi.

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    1. La mia va al nido, ma è un nido montessoriano in cui i bambini fanno il più possibile (considerata l'età) in autonomia, imparando ad autoregolarsi. Mi sembra che tutti i genitori con cui mi rapporto (che poi metà sono miei colleghi, perché è dietro la scuola dove insegno) ne abbiano sposato la filosofia. Quando sento raccontare di altri nidi mi sembra la follia.
      E anche a me è capito di essere richiamata all'ordine perché aveva colto una margherita nel prato. E se la mangia? Serafico mio marito, dall'alto delle sue competenze, "è commestibile, nessun problema".

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  6. hehehe grazie mi sono fatte una bella risata con questo post!
    Io non dormo da un anno, al supermercato compro mirtilli in quantità industriale e per combattere le mamme estremiste leggo le boiate delle mammine pancine (specialmente le #pancinehot che il Signor Distruggere posta su instragram ogni settimana).
    Qui in Canada le mamme sono estremiste all'opposto, se potessero partorirebbero nell'oceano a Dicembre e lascerebbero che i figli si cibassero di alghe e pietre. L'asilo? Non esiste. :D

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    1. Non dormi da un anno????
      Hai tutta la mia ammirazione. La pupattola credo che abbia capito che oltre un tot non ce l'avremmo potuta fare e, quando sta bene, il sonno non è un problema (certo, la sveglia è fissa alle 6.30...)
      Ammirazione anche per il non aver l'asilo. Al di là di tutto, confrontarsi ogni giorno con delle educatrici professioniste e sane di mente aiuta un sacco.

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  7. La questione dell'allattamento me lo ricordo come se fosse ieri. Non c'entravano le mamme estremiste, ma le puericultrici estremiste dell'ospedale che ti colpevolizzavano perché non avevi abbastanza latte. A me avevano chiesto se "ero motivata"... :( come se la cosa dipendesse da uno stato psicologico. Esattamente la frase che hai scritto sulle follie psicologiche: "Se non allatti è perché non lo vuoi davvero".

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    1. Me l'hanno raccontato. Non so, mi sembra una follia. Voglio dire, se potessimo imporre alle nostre ghiandole di funzionare a dovere con la pura forza del pensiero metà delle malattie del mondo non esisterebbero.

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  8. AHah, beh questo post è anche divertente. Dico "anche" perché a volte non deve essere tanto simpatico trovarsi in certe situazioni.
    IN base a quello che si legge, mi pare che molte mamme tendano a complicarsi troppo la vita con mille preoccupazioni assurde. Poi questa corsa a confrontare i bambini tra loro..sa di tentativo di autoaffermazione. Che ansia!

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    1. Qui non siamo ancora al confronto tra bambini (oddio, le nonne e papà fanno un po' a gara, a nei limiti del tollerabile ci sta), ma del "non sei una vera madre se non..."
      Più che altro mi preoccupa il fatto che presto o tardi queste saranno mamme di miei alunni e dovrò cercarmi una scorta per fare i colloqui...

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