lunedì 5 febbraio 2018

Ancora su Ursula K. Le Guin

A volte è nel momento della scomparsa di un artista, quale che sia il suo ambito di espressione, che si ha la misura esatta dell'amore che il pubblico conserva per lui.
Sapevo la notizia della scomparsa della mia autrice più amata mi sarebbe giunta, ma pensavo in sordina. Perché comunque andarsene a 87 anni non vuol dire scomparire prematuramente nel fulgore del successo, perché era un'autrice principalmente di fantastico e il fantastico in Italia si sa che interesse suscita, perché il suo capolavoro è fuori catalogo ormai da un decennio e, fatta eccezione per la produzione fantasy in senso stretto, andare a reperire anche i romanzi ancora in catalogo è una bella odissea tra millemila editori.
Invece è arrivato subito un messaggino dal gruppo wa del gruppo di lettura. Che è un gruppo che legge classici e quindi, anche se c'è uno zoccolo duro di amanti del fantastico, non mi aspettavo questa attenzione.
Apro fb e quasi tutti i miei contatti, compresi degli insospettabili stanno parlando di lei.
Persino su due quotidiani nazionali che mi capitano per le mani (il Corriere e La Stampa) spuntano due articoletti di poche righe, sì, ma che trasudano amore (in uno, non ricordo quale dei due si prende ancora in giro le vecchie copertine delle edizioni Nord che, in effetti non avevano nulla a che fare con i suoi libri, per altro ottimamente tradotti).
Questo, suppongo, vuol dire che i libri generano amore. Un amore che supera l'oceano e il tempo. Che certe letture si fissano nella memoria e a quarant'anni di distanza si ricorda con affetto anche l'arrabbiatura per la copertina improponibile.


Tra le millemila cose saltate fuori, c'è la foto di questo articoletto del 1978 scritto da lei medesima in Italiano. Non lo conoscevo. Sapevo di lei che aveva studiato letteratura italiana e francese e che aveva visitato Venezia (a cui ha dedicato un racconto meraviglioso).
Al di là della simpatia che mi ha suscitato, queste poche righe fugano i miei ultimi dubbi sul fatto che amasse e leggesse la letteratura italiana contemporanea, dimostrandomi ancora di più che la letteratura non ha nazionalità e genere. Arriva, quando ha la potenza di farlo, ovunque.

10 commenti:

  1. Non avrei mai immaginato che Ursula Le Guin avesse studiato l'italiano e sapesse leggerlo e un po' scriverlo. Io non ho letto nessuna opera di questa autrice, ma visti gli attestati di stima che ha ricevuto dopo la sua scomparsa (e non mi riferisco tanto ai media quanto piuttosto a comuni lettori) mi viene la curiosità di leggere qualcosa di suo.

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    1. Leggi!
      Ovviamente secondo me ne vale la pena

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  2. Davvero meravigliose le sue parole: altro che lingua che ammazza, anzi!
    Grandissima, Ursula.
    Oggi sarà a Venezia, sicuramente.

    Moz-

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    1. Oppure da qualche parte in forma di drago!

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  3. Scrivere in maniera così piacevole e divertente in una lingua non propria è veramente difficilissimo. La donna era super talentuosa.

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  4. Il pezzo che hai postato è bellissimo. Adesso la immaginiamo tutti tra calli e canali. Speriamo sia così.

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  5. Bellissimo, una vera chicca da assaporare.

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