lunedì 6 marzo 2017

Seguendo la cometa 15 – La scelta del paese



Mi raccomando, cliccate sulla meravigliosa prima tavola per ingrandirla!

Ed ecco poi com'è andata la scelta del paese. 
La scelta del paese è un atto ufficiale, che viene comunicato sia al ministero italiano che a quello del paese, quindi, anche se per cause eccezionali (ad esempio colpi di stato, catastrofi naturali o guerre che impediscano fisicamente di andare là e che avvengano prima che ci sia un abbinamento a un minore) si può modificare, è una scelta davvero importante. La domanda per l'adozione nazionale rimane attiva, fatto salvo per alcuni paesi (come la Corea) che chiedono una formale rinuncia. Se c'è un abbinamento in nazionale prima di quello in internazionale (come poi è capitato a noi) l'internazionale decade. Stessa cosa se avviene il contrario. Dal momento che le adozioni nazionali sono numericamente inferiori e proprio in quei mesi c'era un rallentamento per motivi burocratici noi avevamo già dato la nazionale per persa e la scelta del paese è stato uno dei momenti di maggior crisi.
Abbiamo scelto un ente che ci dava delle garanzie sul piano etico, cioè la piena trasparenza sul destino dei nostri soldi, non per taccagneria, ma perché stavano uscendo scandali uno dopo l'altro e non volevamo certo che la nostra adozione andasse a finanziare, che so, il traffico d'armi. Inoltre in ogni paese l'ente aveva un referente in loco che si sarebbe accertato delle reali condizioni di salute del bambino. Purtroppo ho sentito di molte coppie che hanno dovuto rinunciare all'adozione sul posto dopo aver capito che il bambino aveva delle patologie per loro insostenibili. Questo credo che sia l'aspetto più brutto dell'adozione, nessuno (spero) vuole la garanzia del figlio perfetto, ma arrivando di solito un bambino già grandicello devi essere certo di poter gestire determinati problemi. Ad esempio casa nostra, per motivi di muri portanti, non può essere adattata per una carrozzina disabili e non si può capire di dover traslocare quando si è all'estero con magari un ritorno tassativo quindici giorni dopo e altre patologie già presenti in famiglia non ci rendono la coppia ideale per un figlio cieco (mentre avevamo disponibilità, ad esempio, per alcuni tipi di sordità).
Quindi date le nostre disponibilità (soffertissime, vi assicuro che ogni crocetta in quei maledetti questionari è una morte) ci siamo affidati al personale dell'ente che ha sentito a uno ad uno i ministeri di vari paesi alla ricerca di uno che potesse andare bene. Siamo stati sballottati per un bel po' tra un'ipotesi e l'altra (perfetti per la Corea, no, non vi vuole, meglio Lettonia, no, non ci sono minori compatibili con la fascia d'età scritta nelle relazioni...) con la sensazione di non andare bene per nessuno nonostante le ottime relazioni dei servizi sociali e psicologici. Alla fine siamo approdati alla Colombia per pura esclusione.
La Colombia ci è piaciuta tanto per il modo di fare, il sito dedicato all'adozione per altro è mille volte più chiaro e trasparente di quello italiano, ma lasciare per tre mesi tutto ci preoccupava davvero tanto, sopratutto per le condizioni di salute dei miei (infatti il mese scorso mio padre è stato operato, anche se è stata una cosetta già superata). 
Insomma, come dicevano le operatrici, le adozioni si fanno, ma con fatica (e fortuna), e sopratutto mettendo sempre alla prova le proprie forze reali, che a sopravvalutarle si rischia il disastro.

PS: presto avremo la prima trance dei documenti della pupattola, che per ora è ancora nel suo limbo burocratico di parziale esistenza. Potremo darle una residenza ufficiale (non vi dico le facce ogni volta che spiego che non posso compilare la voce "residenza" sui moduli) e più avanti iscriverla nel nostro stato di famiglia!

20 commenti:

  1. Madonna che macello.
    Trovo terribile la questione delle crocette... quindi ti capisco. Sembra che si voglia "eliminare" un problema.

    Bellissimi disegni, as usual, prima tavola davvero grandiosa^^

    Moz-

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    1. Purtroppo non credo esistano molti modi alternativi di procedere a parte questi maledetti questionari. Il fatto è che scopri una quantità immane di malattie e problematiche di cui ignorava perfino l'esistenza.

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  2. Serve una grande forza d'animo e un grandissimo amore per affrontare questo percorso, però proprio per questo la vostra bambina avrà dei genitori fantastici, con una marcia in più.

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    1. Alla fine, davvero, è più complicato diventare insegnanti di ruolo. Però bisogna sapere cosa comporta imbarcarsi in quest'avventura e spero che questa rubrica possa essere utile a chi passa di qui in cerca di informazione.

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  3. Ammiro te e tuo marito per la costanza che avete avuto. Io credo proprio che avrei mollato.

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    1. Quando ci sei dentro hai comunque delle persone di supporto, come le bravissime operatrici dell'ente e si fa un passetto per volta, per cui non è così drammatico come può sembrare da fuori.

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  4. La prima tavola sembra quasi il mondo di Tolkien per complessità.

    Avendo avuto una coppia di amici che avevano adottato, ho qualche idea sulla sofferenza nell'escludere determinate disabilità. Ad esempio nel caso di questa coppia, lui era disponibile ad adottare un bambino con gravi disabilità, lei no. E non era certo per mancanza di cuore, semmai era il contrario, ma perché poi il peso sarebbe ricaduto sulla mamma.

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    1. In effetti alla fine abbiamo trovato una pupattola che mangia come un hobbit...

      Tornando seri, certo, non è mancanza di cuore, ma rendersi conto delle proprie reali possibilità, anche perché dopo tanta attesa l'arrivo è immediato e bisogna essere già pronti a far fronte ai problemi.

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  5. Durissimo questo viaggio speranza che ti porta ad avere emozioni contrastanti di speranza e amara disillusione. Ammirevole costanza e tenacia. Tenar e tenacia sembrano proprio sinonimi ;)
    Tantissimi auguri a voi e alla vostra pupattola, e che tutto proceda spedito e a gonfie vele.

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    1. In realtà il nostre percorso è stato infinitamente più lineare di quello di molte altre coppie. Chi si trova a dover cambiar paese in corsa o a rifiutare un abbinamento o a fare mille viaggi nel paese dimostra davvero una gran tenacia (e chi adotta una seconda o addirittura una terza volta)!

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  6. Molto impegnativo, non c'è che dire...

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    1. È impegnativo, certo ed è bene saperlo fin da subito.

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  7. Che impresa deve essere stata. Che bella cosa avete fatto, Anto. <3

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    1. Come scrivevo sopra, a noi è andata di lusso. Di certo per fortuna, in parte anche perché ci siamo documentati molto prima e abbiamo scelto un ente di cui ci fidavamo davvero e con operatrici meravigliose (hanno sentito i ministeri di Corea e Lettonia ancora prima che noi dessimo mandato e quindi, detto in modo brutale, prima che iniziassimo a pagarle).

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  8. La prima delle tavole è veramente bella. Complimenti alla sua autrice.
    Che impresa titanica capire. La giungla burocratica delle adozioni presuppone questo dover capire dove, come, quando, quanto.
    Siete stati davvero coraggiosi.

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    1. È stata impegnativa da realizzare, la rifacessi una seconda volta migliorerei qualcosina, ma per un po' non ci rimettero' mano 😅 ha preso già tanto tempo così...

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    2. Ciao, Viola, continua così. :)

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    3. In realtà proprio perché non siamo coraggiosi ci abbiamo messo tanto impegno nello scegliere con cura, i coraggiosi vanno in Russia o in Cina (dove non sai se e quali patologie ha il bambino fino a che non lo porti da un medico qui in Italia).

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  9. Luz, ho dato un'occhiata anche ai tuoi lavori, ad esempio quello sul barbiere (che adoro e so a memoria). Sei molto brava!!

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